Nei progetti su tetto in Europa, la scelta tra moduli HJT bifacciali e moduli IBC dipende soprattutto da quali vincoli impone la copertura.
La presenza o meno di condizioni reali per il guadagno sul lato posteriore, il fatto che il limite del progetto sia l’irraggiamento sul retro oppure la superficie disponibile, e l’importanza attribuita all’estetica e all’integrazione architettonica possono cambiare direttamente la priorità tra moduli bifacciali e IBC.
Indice
- Perché non tutti i tetti in Europa sono adatti ai moduli bifacciali?
- Quali tetti possono davvero valorizzare il vantaggio bifacciale dei moduli HJT?
- In quali situazioni non si dovrebbe sopravvalutare il valore bifacciale dei moduli HJT?
- Quando conviene dare priorità ai moduli IBC rispetto ai moduli bifacciali?
- Nei progetti su tetto in Europa, qual è il primo aspetto da valutare?
- Domande frequenti sui moduli HJT bifacciali e sui moduli IBC
1. Perché non tutti i tetti in Europa sono adatti ai moduli bifacciali?
Nei progetti su tetto in Europa, il fotovoltaico bifacciale non è automaticamente la scelta migliore. Il punto decisivo è se il tetto offra condizioni sufficienti per l’irraggiamento sul lato posteriore.
Studi pubblici come quelli di IEA PVPS mostrano che il rendimento aggiuntivo dei pannelli fotovoltaici bifacciali installati su tetto dipende fortemente dalla riflettanza della copertura, dalla configurazione di installazione e dalle condizioni di luce sul retro. Per questo, i risultati possono variare molto da un tetto all’altro.
Per valutare se in un progetto su tetto europeo sia più adatto l’HJT o l’IBC, occorre verificare:
- se il tetto presenta condizioni reali per un guadagno bifacciale
- se il vincolo principale del progetto è l’irraggiamento sul lato posteriore oppure la superficie disponibile sul tetto
- se il progetto attribuisce maggiore importanza all’estetica e all’integrazione architettonica

2. Quali tetti possono davvero valorizzare il vantaggio bifacciale dei moduli HJT?
Il vantaggio bifacciale dell’HJT tende a emergere più facilmente in queste tipologie di copertura:
- membrane di copertura chiare in PVC/TPO, calcestruzzo chiaro o altre superfici ad alta riflettanza
- moduli installati con un certo rialzo rispetto alla copertura
- tetti abbastanza regolari, dove la luce sul lato posteriore è meno penalizzata da lucernari, impianti tecnici e parapetti, con una disposizione dei moduli relativamente più libera
Su questi tetti, la luce riflessa sul retro è più stabile e l’elevata bifaccialità dell’HJT può trasformarsi più facilmente in un beneficio reale.
In questi scenari, la struttura SMBB dei moduli HJT aiuta a ridurre l’ombreggiamento e le perdite di trasmissione, mentre la struttura vetro-vetro è più adatta all’esposizione prolungata in ambienti esterni. Questo vantaggio è spesso più evidente anche in carport, recinzioni o installazioni su superfici ad alta riflettanza, ma nei progetti su tetto il primo criterio resta sempre la qualità dell’irraggiamento sul lato posteriore.
Uno studio di ZHAW sui tetti piani in Svizzera mostra che i pannelli fotovoltaici bifacciali, abbinati a membrane di copertura ad alta riflettanza, possono aumentare la produzione annua di circa il 15% rispetto a un sistema standard; in condizioni ideali, i risultati di modellazione indicano un potenziale extra fino al 22,6%.

3. In quali situazioni non si dovrebbe sopravvalutare il valore bifacciale dei moduli HJT?
La possibilità che il vantaggio bifacciale dei moduli HJT si trasformi in rendimento reale non dipende soprattutto dai parametri del modulo, ma dalle condizioni del tetto.
I tetti in cui il valore bifacciale dell’HJT viene più spesso sopravvalutato sono questi:
- tetti inclinati con lamiera grecata scura o coperture scure: la riflettanza della superficie è bassa, i moduli sono spesso installati molto vicini al tetto e il lato posteriore difficilmente riceve una luce riflessa efficace e continua
- tetti commerciali e industriali con molti impianti: lucernari, ventilatori, camini di espulsione, tubazioni, corridoi di manutenzione e parapetti frammentano la disposizione dei moduli e interrompono più facilmente la luce sul retro
- tetti con geometrie complesse: superfici irregolari, orientamenti non uniformi e bordi frammentati rendono il sistema più esposto a limiti di layout e ombreggiamento
- progetti con installazione aderente alla copertura e distanza minima tra le file: quando i moduli sono troppo vicini al tetto, sul lato posteriore non c’è quasi spazio sufficiente per ricevere luce
L’errore più comune in questi progetti è considerare l’elevata bifaccialità come una compensazione per condizioni di copertura insufficienti.
In molti impianti su tetto, il vero limite al rendimento non è la bifaccialità, ma la superficie disponibile, l’efficienza di layout e i vincoli legati alla sicurezza antincendio e alla manutenzione.
La valutazione dovrebbe quindi partire dal tetto stesso: prima occorre capire bene superficie utile, ombreggiamenti e compatibilità con l’edificio, poi decidere se convenga puntare sul fotovoltaico bifacciale oppure scegliere una soluzione più adatta alle reali condizioni della copertura.

4. Quando conviene dare priorità ai moduli IBC rispetto ai moduli bifacciali?
Quando i principali vincoli di un progetto su tetto riguardano la superficie disponibile, l’estetica, l’integrazione architettonica o l’efficienza del layout, i moduli IBC meritano spesso la priorità rispetto ai moduli bifacciali.
Se la luce sul lato posteriore è insufficiente, i pannelli fotovoltaici bifacciali difficilmente possono aumentare in modo sensibile la produzione. Quando invece la superficie disponibile è limitata, il progetto tende a valorizzare soprattutto quanta potenza e quanta energia si riescono a ottenere per metro quadrato. In alcuni casi, inoltre, contano di più l’aspetto estetico e la continuità visiva della copertura.
4.1 Quando la superficie è limitata, da cosa bisogna partire?
Sui tetti con superficie limitata, il primo criterio è il valore per unità di area.
Molti tetti commerciali e industriali in Europa sembrano ampi, ma l’area realmente utilizzabile viene spesso frammentata da lucernari, impianti tecnici, parapetti, corridoi di passaggio, vincoli antincendio e zone d’ombra. A determinare il rendimento sono spesso fattori molto concreti: quanti moduli in più si riescono ancora a installare, se gli spazi marginali possono essere sfruttati e se il layout resta completo ed efficiente.
4.2 Perché estetica e integrazione architettonica possono cambiare la scelta?
Negli edifici residenziali di fascia alta, nei progetti di riqualificazione urbana, negli immobili commerciali rappresentativi o nei tetti molto visibili, la compatibilità dei moduli con l’estetica dell’edificio entra spesso direttamente nella logica di scelta.
Il valore dei moduli IBC non riguarda solo l’estetica in senso stretto, ma anche il minore impatto visivo sul lato frontale, che rende più facile ottenere una copertura ordinata e continua. In questi progetti, il modulo diventa parte dell’involucro architettonico.
4.3 Quali tetti sono più adatti a una valutazione prioritaria dei moduli IBC?
I tetti per cui conviene considerare prima i moduli IBC sono in genere:
- tetti commerciali e industriali con superficie utile limitata, dove il layout è frammentato e conta di più il valore per metro quadrato
- tetti residenziali e commerciali di piccola o media dimensione con requisiti estetici elevati, dove l’effetto visivo complessivo dopo l’installazione è più importante
- progetti che puntano sulla riqualificazione architettonica e sulla coerenza della facciata o della copertura, dove i moduli devono integrarsi meglio nell’edificio
- progetti che non dispongono di condizioni ideali per il bifacciale ma attribuiscono grande importanza alla qualità di lungo periodo, senza voler basare la scelta su ipotesi fragili di guadagno sul lato posteriore
I moduli IBC non sono la risposta universale per tutti i tetti. Quando una copertura offre superficie ad alta riflettanza, installazione rialzata e uno spazio stabile per l’irraggiamento sul lato posteriore, vale ancora la pena confrontarli con moduli HJT o altri pannelli solari bifacciali ad alta bifaccialità.
5. Nei progetti su tetto in Europa, qual è il primo aspetto da valutare?
Nei progetti su tetto in Europa, il punto chiave non è quale tecnologia sia più avanzata, ma quali siano i veri vincoli del progetto.

5.1 Il tetto offre davvero le condizioni per un rendimento bifacciale?
Bisogna prima verificare la riflettanza della copertura, il tipo di installazione, lo spazio disponibile per la luce sul lato posteriore e l’integrità del layout. I tetti piani con superficie chiara o ad alta riflettanza, con spazio per un’installazione rialzata e con pochi ostacoli, meritano maggiormente un confronto tra fotovoltaico bifacciale e altre soluzioni. Al contrario, su coperture scure, con installazione aderente al tetto, presenza fitta di impianti e layout compatti, il vantaggio bifacciale difficilmente si traduce in un beneficio evidente.
5.2 Dove si trova davvero il limite del progetto?
In molti tetti europei, il vero fattore limitante nella scelta della soluzione non è la tecnologia del modulo, ma la scarsa superficie utilizzabile, la frammentazione del layout oppure il peso attribuito all’estetica, alla continuità visiva e all’integrazione con l’edificio. Se l’obiettivo principale è aumentare la produzione, il confronto può restare centrato sul rendimento bifacciale; se invece il progetto è limitato da superficie, layout o requisiti architettonici, il confronto deve spostarsi sul valore per metro quadrato e sulla compatibilità con il tetto.
5.3 Quale tecnologia si adatta meglio a questo tetto?
Se la copertura offre buona riflettanza, sufficiente luce sul retro e una base di installazione favorevole, i moduli HJT o altri pannelli fotovoltaici bifacciali ad alta bifaccialità meritano maggiore attenzione. Se invece il progetto è limitato dalla superficie, dal layout, da requisiti estetici elevati o dalla necessità di una migliore integrazione architettonica, i moduli IBC diventano la scelta da considerare per primi.
6. Domande frequenti sui moduli HJT bifacciali e sui moduli IBC
1. I moduli fotovoltaici bifacciali valgono davvero la pena nei progetti su tetto in Europa?
Non sempre. Il rendimento bifacciale su tetto non è automatico: dipende in genere dalla riflettanza della copertura, dall’altezza di installazione, dal layout e dallo spazio disponibile per la luce sul lato posteriore. Quando queste condizioni non sono sufficienti, la differenza di rendimento tra pannelli solari bifacciali e soluzioni standard si riduce sensibilmente.
2. Quali tetti permettono davvero di sfruttare il rendimento extra dei moduli HJT bifacciali?
I tetti piani con superficie ad alta riflettanza, un certo rialzo di installazione, pochi ostacoli e un layout relativamente completo sono quelli che trasformano più facilmente l’elevata bifaccialità dell’HJT in produzione reale. Uno studio di ZHAW sui tetti piani in Svizzera mostra che i moduli bifacciali, abbinati a membrane di copertura ad alta riflettanza, possono aumentare la produzione annua di circa il 15%.
3. I tetti con copertura scura e installazione aderente sono ancora adatti ai moduli bifacciali?
Di norma non è opportuno sopravvalutarli. Le coperture scure hanno una riflettanza ridotta e l’installazione aderente comprime ulteriormente lo spazio utile per la luce sul retro; in questi casi, il vantaggio bifacciale difficilmente si traduce in un extra-rendimento significativo.
4. Se la superficie del tetto è limitata, conviene scegliere prima HJT o IBC?
Se il vero vincolo del progetto riguarda superficie utile, spazio di layout, estetica o integrazione architettonica, di solito conviene valutare prima l’IBC. Se invece il tetto offre buona riflettanza, sufficiente irraggiamento sul retro e l’obiettivo è massimizzare la produzione, allora i moduli HJT bifacciali meritano un confronto più approfondito.
5. In concreto, come si sceglie tra HJT e IBC nei progetti su tetto in Europa?
Prima si verifica se il tetto dispone davvero di una base per il rendimento bifacciale, poi si capisce se il vincolo principale riguarda la luce sul lato posteriore oppure la superficie, il layout e l’integrazione architettonica. Quando il guadagno sul retro è stabile e credibile, conviene valutare l’HJT; quando la superficie è limitata, il tetto è complesso o il progetto attribuisce maggiore importanza alla continuità architettonica, conviene guardare prima all’IBC.
In qualità di produttore di moduli fotovoltaici, Maysun Solar fornisce da tempo al mercato europeo della distribuzione e del commercio all’ingrosso una fornitura stabile di moduli, includendo le principali tecnologie come IBC, TOPCon e HJT. Le soluzioni sono adatte sia a tetti complessi sia a progetti su copertura con condizioni ben definite, con l’obiettivo di migliorare la produzione per unità di superficie e l’efficienza complessiva del sistema quando la tecnologia è correttamente allineata alle condizioni reali del progetto.
Riferimenti
Stein, J. S., Reise, C., Castro, J. B., et al. (2021). Bifacial Photovoltaic Modules and Systems: Experience and Results from International Research and Pilot Applications. Report IEA-PVPS T13-14:2021. https://iea-pvps.org/wp-content/uploads/2021/04/IEA-PVPS-T13-14_2021-Bifacial-Photovoltaic-Modules-and-Systems-report.pdf
ZHAW School of Engineering. (2025). Optimising the electricity yield of photovoltaics on flat roofs. https://www.zhaw.ch/en/engineering/institutes-centres/iefe/news/news/event-news/optimising-the-electricity-yield-of-photovoltaics-on-flat-roofs
Ernst, M., Liu, X., Asselineau, C.-A., Chen, D., Huang, C., & Lennon, A. (2024). Accurate modelling of the bifacial gain potential of rooftop solar photovoltaic systems. Energy Conversion and Management, 300, 117947. https://doi.org/10.1016/j.enconman.2023.117947
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