Negli ultimi mesi, il prezzo internazionale dell’argento ha continuato a salire, superando in alcuni momenti gli 80 USD/oncia, con un aumento cumulato di oltre il 150% rispetto ai minimi precedenti. In quanto materiale chiave nella metallizzazione delle celle fotovoltaiche, il rapido rincaro dell’argento sta incidendo in modo significativo sui costi di produzione di celle e moduli, mentre questa pressione non è stata completamente trasferita al mercato finale.
In questo contesto, il tema della riduzione della dipendenza dall’argento è tornato al centro del dibattito. Diversi grandi produttori fotovoltaici hanno dichiarato pubblicamente di puntare a diminuire il consumo di argento ed esplorare soluzioni alternative, come l’argento-rame o la metallizzazione a base di rame, per attenuare il rischio legato alla volatilità delle materie prime. Alcune aziende hanno già comunicato tempistiche chiare per la produzione su scala industriale. Il tema compare con crescente frequenza anche nei media fotovoltaici europei e nelle analisi di settore, diventando uno dei filoni più osservati nell’evoluzione tecnologica dei moduli.
Su queste basi, il settore sta avviando una rivalutazione più pragmatica. Le sezioni seguenti riassumono lo stato reale della riduzione dell’argento, il significato economico delle soluzioni alternative e il loro impatto sulle prestazioni dei pannelli fotovoltaici e dei moduli fotovoltaici.
1. Fino a che punto può avanzare la riduzione dell’argento?
La cosiddetta “de-argentizzazione” non implica l’eliminazione totale dell’argento nel breve periodo. In termini più accurati, si tratta di ridurre progressivamente la quantità di argento necessaria per unità di potenza, piuttosto che sostituirlo completamente con altri materiali.
Prendendo come riferimento le celle di tipo N, grazie al continuo miglioramento del design delle griglie e dei processi di stampa, alcune celle prodotte in serie hanno già ridotto il consumo specifico di argento di circa 20%–30% rispetto alle fasi iniziali. Questo risultato deriva dalla combinazione di più ottimizzazioni di processo, tra cui la riduzione della larghezza delle linee a 13–15 μm, l’adozione di design 0BB (zero busbar) e l’introduzione della tecnologia di laser transfer (PTP).
Va tuttavia considerato che la diminuzione dell’argento non può progredire all’infinito. Con livelli sempre più bassi di utilizzo, aumentano in modo significativo i requisiti di stabilità e uniformità del processo produttivo, rendendo ogni ulteriore riduzione più complessa. Nella fase attuale, la riduzione dell’argento rappresenta quindi un percorso di ottimizzazione graduale dei costi, più che una sostituzione strutturale immediata dei materiali.

2. Quali sono le soluzioni alternative e quanto possono ridurre la pressione sui costi?
Oltre alla riduzione continua del consumo specifico di argento, il settore sta valutando l’introduzione graduale di altri metalli nella fase di metallizzazione, con l’obiettivo di ridurre la sensibilità alle oscillazioni del prezzo dell’argento.
Secondo le analisi tecniche del Fraunhofer ISE, diverse tecnologie di cella mainstream, come HJT, TOPCon e IBC, stanno esplorando percorsi per diminuire l’uso dell’argento. Gli studi indicano che, attraverso l’impiego combinato di argento e rame o tramite processi di stampa più raffinati, il consumo di argento potrebbe essere ulteriormente ridotto in condizioni di laboratorio e di validazione industriale.
2.1 Pasta argento-rame: la soluzione di transizione più realistica
La pasta argento-rame non elimina completamente l’argento, ma utilizza il rame come principale materiale conduttivo, mantenendo uno strato superficiale di argento per garantire le prestazioni. Grazie al costo nettamente inferiore del rame rispetto all’argento, questa soluzione è considerata la più praticabile nel breve termine.
Secondo dati pubblici, nelle architetture HJT e in alcune varianti TOPCon, la pasta argento-rame è già entrata in produzione o in fase pre-industriale. Il consumo di argento per watt può scendere da circa 9 mg/W a meno di 6 mg/W, con una riduzione dei costi di metallizzazione pari a 0,02–0,03 CNY/W. In un contesto di prezzi dell’argento elevati, questo beneficio è economicamente rilevante.
Allo stesso tempo, questa soluzione richiede maggiore precisione di stampa, finestre di sinterizzazione più strette e un controllo rigoroso delle rese produttive. Di conseguenza, risulta più facilmente implementabile su linee con solida esperienza di processo e vantaggi di scala, mentre non tutte le linee esistenti possono adottarla rapidamente. Per questo, la pasta argento-rame è considerata una soluzione di transizione già validata, ma con barriere tecniche concrete.
2.2 Pasta di rame puro: maggiore potenziale di riduzione dei costi, ma con limiti di stabilità
Rispetto alla soluzione argento-rame, la pasta di rame puro offre in teoria un potenziale di riduzione dei costi più elevato, poiché non contiene argento. Il risparmio per watt può raggiungere 0,04–0,06 CNY/W. Tuttavia, le criticità sono evidenti: il rame è più soggetto all’ossidazione in ambienti ad alta temperatura e umidità, con implicazioni sulla conducibilità e sull’affidabilità di lungo periodo dei pannelli solari.
Nonostante ciò, alcuni produttori di paste hanno già annunciato produzioni pilota e validazioni su scala GW su architetture TOPCon. Questo indica che la pasta di rame puro è passata dalla fase concettuale a quella di test controllato, pur rimanendo, nel breve periodo, lontana da un’adozione diffusa.
2.3 Placcatura in rame: il massimo potenziale a lungo termine, ma con la soglia più elevata
La placcatura in rame è generalmente considerata la soluzione più radicale per eliminare la dipendenza dall’argento. Attraverso processi elettrochimici, consente la formazione di griglie in rame abbinate a strutture anti-ossidazione, realizzando teoricamente una metallizzazione “senza argento”.
- A livello di materiali, il risparmio può raggiungere 0,05–0,08 CNY/W
- Dal punto di vista strutturale, è più adatta a tecnologie con assenza di ombreggiamento frontale e elettrodi posteriori più ampi, come le architetture IBC
- Alcune aziende hanno già comunicato progressi su linee pilota o di pre-produzione da 10 GW
Parallelamente, la placcatura in rame comporta investimenti elevati in apparecchiature, maggiore complessità di processo e requisiti di capitale significativi. L’investimento per GW risulta sensibilmente superiore rispetto alle rotte di metallizzazione tradizionali. Per questo motivo, tale soluzione è orientata soprattutto a strategie di medio-lungo periodo, piuttosto che a una diffusione rapida nel breve termine.
3. Le variazioni dei materiali influenzano le prestazioni dei moduli?
Con l’evoluzione delle soluzioni di metallizzazione, il mercato si concentra su una domanda centrale:
dopo la riduzione dell’uso dell’argento o l’introduzione di altri metalli, la capacità di generazione e l’affidabilità di lungo periodo dei moduli fotovoltaici subiscono un impatto concreto?
Sulla base dei dati di produzione industriale e dei risultati di test già pubblicati, l’effetto non è un semplice “sì o no”, ma dipende piuttosto dalle condizioni in cui si manifesta, dalle aree coinvolte e dal grado di controllo di processo.

3.1 Potenza di generazione: l’impatto esiste, ma non è lineare
Dal punto di vista delle proprietà dei materiali, l’argento resta il metallo con la migliore conducibilità nella metallizzazione; ridurne l’uso non comporta quindi, di per sé, un aumento dell’efficienza.
Nei pannelli fotovoltaici, tuttavia, la potenza non dipende da un singolo materiale, ma dal risultato combinato di struttura delle griglie, progettazione dei percorsi di corrente e precisione di stampa. Gli attuali percorsi di riduzione dell’argento compensano le variazioni di materiale attraverso griglie più sottili (come strutture multi-split o 1/3-cut) e una disposizione della metallizzazione più uniforme.
Di conseguenza, in condizioni di produzione di massa, le differenze di potenza restano generalmente entro limiti accettabili e non rappresentano un fattore determinante delle prestazioni del modulo fotovoltaico.
3.2 Conduzione e dissipazione termica: conta il processo, non solo il materiale
Rispetto all’argento, il rame presenta effettive differenze in termini di conducibilità e comportamento termico, uno dei principali punti critici delle soluzioni alternative. A livello di pannello solare, però, la metallizzazione non è costituita da materiale nudo, ma è realizzata tramite processi di sinterizzazione, progettazione delle interfacce e strutture di protezione.
Per questo motivo, le variazioni nella conduzione elettrica e nella dissipazione del calore dipendono soprattutto dalla stabilità del controllo di processo, più che dal metallo utilizzato in sé. Ciò spiega perché la stessa soluzione a basso contenuto di argento possa dare risultati differenti su linee produttive o in condizioni di fabbricazione diverse.
3.3 Affidabilità di lungo periodo: gli effetti emergono nel tempo
Rispetto alla potenza iniziale, la resistenza agli agenti atmosferici e la stabilità nel lungo periodo sono gli aspetti in cui le differenze diventano più evidenti lungo i percorsi di riduzione dell’argento.
In ambienti ad alta temperatura, elevata umidità o clima complesso, la stabilità chimica dei materiali, la protezione delle interfacce e la coerenza dei processi vengono amplificate nel corso degli anni di esercizio. Il consenso attuale del settore non è che la riduzione dell’argento comprometta inevitabilmente l’affidabilità dei moduli fotovoltaici, ma che, con livelli di argento sempre più bassi, aumentino in modo significativo i requisiti di controllo produttivo.
Questo spiega perché alcune soluzioni siano già entrate in produzione di massa, mentre altre restino in fase di validazione controllata o di pre-industrializzazione.
Nel complesso, la riduzione dell’argento non indebolisce automaticamente le prestazioni, ma sposta il baricentro delle differenze verso il controllo di processo, la stabilità di lungo periodo e la coerenza produttiva.
4. Come sta evolvendo la tendenza del settore?
Il dibattito sulla riduzione dell’uso dell’argento si sta progressivamente estendendo dalla dimensione tecnologica a quella produttiva e di filiera. Secondo i media di settore europei, l’attenzione è oggi rivolta soprattutto a come ridurre la sensibilità alle oscillazioni del prezzo dell’argento mantenendo un rischio controllabile, più che al confronto tra singole rotte di sostituzione dei materiali.
Secondo recenti analisi di pv magazine, un numero crescente di aziende ha incluso nei propri piani di medio termine soluzioni di metallizzazione a basso contenuto di argento, percorsi argento-rame e opzioni basate sul rame. Questa tendenza non indica un’imminente affermazione di una tecnologia dominante, ma riflette una maggiore enfasi, lato produzione, sulla prevedibilità dei costi in un contesto di volatilità delle materie prime.
Parallelamente, questi cambiamenti iniziano a riflettersi anche lungo la filiera. Intorno a materiali alternativi come il rame, alcune organizzazioni di settore hanno avviato iniziative su trasparenza dell’approvvigionamento e acquisti responsabili, come il quadro di governance promosso dalla Solar Stewardship Initiative. Segnali di questo tipo sono spesso interpretati come un passaggio dalla discussione tecnica alla preparazione per applicazioni su scala.
Per investitori e sviluppatori di progetti di fotovoltaico per aziende, l’impatto principale riguarda più il metodo decisionale che la scelta di un singolo materiale. I criteri oggi più rilevanti includono:
- Integrare la rotta di metallizzazione nella valutazione dei fornitori
Comprendere se il fornitore di impianti fotovoltaici per aziende disponga già di una soluzione stabile in produzione o si trovi ancora in fase di test o pilota. - Privilegiare coerenza produttiva e validazione di lungo periodo
In presenza di cambiamenti di materiali e processi, test di affidabilità, stabilità dei lotti e tracciabilità qualitativa sono spesso più indicativi di un singolo valore di efficienza. - Prevedere margini di rischio in acquisti e contratti
In un contesto di forte volatilità dei prezzi, strumenti come approvvigionamenti scaglionati, flessibilità tecnica o vincoli di coerenza nelle consegne aiutano a tutelare la bancabilità complessiva di un impianto fotovoltaico industriale. - Osservare i segnali di filiera, non solo i singoli breakthrough tecnici
Quando una rotta materiale inizia a essere accompagnata da certificazioni, governance o preparazione alla scala, indica spesso il passaggio dalla valutazione all’applicazione concreta.
In sintesi, la riduzione dell’argento non è una scelta tecnica isolata, ma un processo continuo di gestione dei costi e dei rischi. Per i decisori del mercato europeo, un approccio più solido consiste nel valutare, su basi verificabili, il livello di maturità e i confini di rischio delle diverse soluzioni, evitando di puntare prematuramente su percorsi non ancora pienamente validati.
Maysun Solar offre al mercato europeo soluzioni di fotovoltaico aziendale basate su diverse tecnologie mainstream, tra cui IBC, TOPCon e HJT, adatte a molteplici scenari applicativi. Nel processo di selezione e fornitura dei pannelli fotovoltaici, l’azienda pone particolare attenzione alla compatibilità tra struttura di metallizzazione e condizioni di progetto, supportando i partner nel bilanciamento tra requisiti di potenza, adattabilità strutturale e affidabilità di lungo periodo degli impianti fotovoltaici per aziende.
Reference
Fraunhofer ISE. Development of heterojunction solar cells with ultra-low silver consumption. 2025. https://publica-rest.fraunhofer.de/server/api/core/bitstreams/1689e201-a36c-4414-b99e-b25301a083b0/content
pv magazine. Silver prices surge, yet ‘thrifting’ poses little threat to solar cell, module quality. 9 Oct 2025. https://www.pv-magazine.com/2025/10/09/silver-prices-surge-yet-thrifting-poses-little-threat-to-solar-cell-module-quality/
pv magazine. Silver price surge drives PV makers to cut silver usage further. 26 Sep 2025.
https://www.pv-magazine.com/2025/09/26/silver-price-surge-drives-pv-makers-to-cut-silver-usage-further/
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